Una storia fresca fresca di questa mattina all'ufficio postale...
Nell'attesa che si smaltisse la fila per pagare le varie bollette, mi sono messo a disegnare, con la famosa penna Bic legata al tavolo con lo spago, su di una di quelle fotocopie che pubblicizzano i prestiti veloci e che abbondano sempre più in tutti i luoghi pubblici. Disegnare è la cosa che mi fa scorrere velocemente il tempo e, con un occhio sul foglio e uno sul signore che mi precedeva, sono arrivato al mio turno quasi senza accorgermene. Alla cassa, aspettando le ricevute noto che il
brusio dentro l'ufficio cessa di colpo e voltandomi vedo sulla porta due carabinieri che osservano proprio me. E infatti era proprio me che volevano. Attraverso la stanza silenziosa e il carabiniere che teneva la porta aperta mi invita a seguirlo fuori.
Fuori mi chiedono di mostrare i documenti e tutto quello che avevo preso dentro la Posta. Io consegno le ricevute del gas e dell'acqua, e il saldo della postepay che avevo richiesto, ma non cercavano quello. Cercavano il foglietto con il disegno. Lo avevo ancora in tasca solo perché non avevo avuto ancora il tempo di buttarlo, come di solito faccio. Naturalmente mi è
venuto da ridere. Non so da chi sia partita la segnalazione, se dall'ufficio postale stesso o da qualche doveroso cittadino, ma quando mi son sentito dire che ero sospettato di fare uno schizzo dell'ufficio postale, per magari progettare chissà quale colpo, davvero non ce l'ho fatta a non ridere..
Forse questo, e dico forse, poteva accadere cinquanta anni fa, forse addirittura ai tempi della banda dell'anarchico Bonnot, ma oggi scattare foto o addirittura fare riprese all'interno di un ufficio postale è un giochetto da tutti, basta far finta di telefonare o inviare un sms. Entrare e fare uno schizzo è una roba romantica, una roba da romanzo. Dentro all'ufficio postale si staranno tutti ancora chiedendo perché io sia uscito fuori accompagnato dai carabinieri. Tutti tranne uno. E' lui l'ultimo vero
romantico.
il disegno fatto con la Bic è questo qui sotto. Non è male per essere stato fatto velocemente e con una penna legata allo spago, me lo hanno detto i carabinieri. :)
(penna Bic legata allo spago su depliant "prestito veloce")
Aggiornamento dell'ultim'ora ahahahah!:
giovedì 1 marzo 2012
mercoledì 29 febbraio 2012
Il Metodo Stanislavskij.
Come tutti i giorni entrai con la macchina in garage guidando con la parte destra del cervello senza vedere, parcheggiata là in fondo, la cariola del muratore.
Erano ormai mesi che quel muratore doveva venire per dei lavori al solaio e ormai avevo perso la speranza. Lo sappiam tutti come sono i muratori, stai ad attenderli per giorni e non vedi l'ora che arrivino e poi, una volta arrivati, non vedi l'ora che se ne vadano via di nuovo.
Insomma, la cariola stava accanto alla parete in fondo al garage, con i manici rivolti verso di me, ignari che a breve avrebbero scoperto com'è fatto l'interno del motore di una Ford Fiesta.
Fumo per la stanza e liquidi colorati sul pavimento.
Il danno era ingente ma lo scaltro meccanico mi combinò un finto incidente infilandomi con carte false in un tamponamento realmente avvenuto qualche giorno prima. A me non sarebbe rimasto che pagare l'aumento per il passaggio di classe e, facendo una rapida analisi mentale costi-benefici, la cosa sembrava essere piuttosto vantaggiosa.
Tutto questo però aveva un costo extra, ovvero portare il c.i.d. (constatazione amichevole d'incidente N.d.a.) all'assicuratore e naturalmente raccontargli la dinamica dell'incidente.
Inventare una cazzata ad un assicuratore, persona notoriamente sospettosa, mi aveva creato una certa ansia, credo simile a quella che assale un attore a pochi giorni dalla prima. Decisi così che avrei imparato alla perfezione la parte con l'ausilio dell'abusato metodo Stanislavskij.
Tutto ciò che non è rivissuto resta inerte, meccanico ed inespressivo.
"Pontedera, zona cimitero. Dopo il tramonto. Nuova viabilità e nuovo centro commerciale sono sinonimi di traffico e rallentamenti. Piove fortissimo. Si sente il giornale radio di popolare network che parla di allarme maltempo per tutto il centro-nord. L'auto davanti alla mia frena improvvisamente e si vede la mia faccia illuminata dal rosso degli stop. Inquadratura del piede che schiaccia il pedale del freno. Telecamera di nuovo su di me, occhi chiusi, luce bianca sparata in faccia e rumore di frenata. Quando entra il rumore dell'urto l'immagine sullo schermo è già tutta nera. Poi solo nero e rumore di pioggia.
In pochi secondi mi accorgo che non mi sono fatto niente ed esco dall'auto. La macchina da presa effettua un campo lungo con tutte e tre le vetture coinvolte nel sinistro. Anche lo sportello della Peugeot che ho tamponato si sta aprendo ed esce, pallida in volto per lo spavento, una ragazza bellissima con i capelli neri. Ci guardiamo per lunghi secondi senza dire niente per dar tempo alla pioggia di bagnarci in ogni parte. Le auto che ci passano accanto e illuminano ad intermittenza i volti sembrano silenziose tanto è forte il rumore della pioggia. "Sicura che non ti sei fatta niente?", "Si...si, sicura... anzi scusami..", "Scusami tu, sarei dovuto stare più distante...", "..è che anche la macchina davanti alla mia ha frenato e...", "ma stai tremando, dai entriamo in macchina..".
La nostra constatazione amorosa d'incidente viene interrotta da una voce fuori campo poco lontana. Campo lungo. Silhouette di un uomo con l'ombrello che si avvicina verso di noi. E' appena sceso dal Mercedes bianco, la terza macchina coinvolta nell'incidente. I fari delle auto di passaggio mostrano un signore distinto e ben vestito, con un portamento quasi ottocentesco. Dice: "Fortuna che stiamo tutti bene, forza, andiamo in un posto riparato e guardiamo come stanno messe le nostre auto... e lasciamo perdere i pubblici uffuciali che fanno solo perdere un sacco di tempo".
Io in primissimo piano che incrocio gli occhi della ragazza. Lei mi sorride. Ancora non avevamo guardato i danni alle autovetture e qui una musica fa capire allo spettatore che tra noi è nata un'intesa che non finirà con quell'acquazzone.
Parcheggio coperto del centro commerciale, telecamera sul suolo, le tre auto che arrivano tutte in fila. L'altoparlante annuncia le offerte speciali della settimana mentre noi tre ci scambiamo dati e documenti, uniche persone ferme tra tutte le comparse indaffarate con i carrelli e le buste. Inquadratura dall'alto, il modulo c.i.d. appoggiato sul cofano della Peugeot, ben visibile allo spettatore il mio pennarellino Staedtler punta finissima che scorre sembra pagato."
Un momento, questa cosa non è plausibile. Il c.i.d sul cofano non va bene. Il cofano dovrebbe essere bagnato per la pioggia... vabbè, lo avevo assciugato con la pelle che tengo sempre in macchina...
"Iniziamo a riempire il modulo e le nostre descrizioni dei danni subiti fanno da didascalia alla carrellata di immagini sui vari paraurti divelti, fanali rotti ecc... Soggettiva della ragazza su di me che dico, sotto una luce al neon che mi rende davvero interessante: "Secondo l'assurda regola del tamponamento a catena la colpa del sinistro ricadrà tutta su di me". Inquadratura della mano che firma il modulo. Il signore della Mercedes, dopo aver apposto anche la sua firma, fatto i complimenti per la scorrevolezza dello Staedtler e aver detto che io e la ragazza mora formiamo proprio una bella coppia, ci propone un invito a cena nella sua casa immersa nella campagna pisana. Noi arrossiamo solo un poco e accettiamo l'invito. Un po' per cortesia, un po' per rivederci nuovamente. Ma forse l'uomo aveva già intuito...".
Fine.
La sceneggiatura era pronta, non restava che imparare la parte alla perfezione e affrontare l'assicuratore. Passai giorni a ripetere il tutto e ad aggiungere sempre più dettagli per far sembrare il racconto il più reale possibile.
Uscii dall'ufficio dell'assicuratore deluso, non si era tanto dilungato in domande particolareggiate e a me era rimasta una gran voglia di dimostrare le mie capacità attoriali. Unico momento rilevante della conversazione fu quando l'assicuratore mi chiese se fossi sicuro che la ragazza non avesse intenzione di denunciare un colpo di frusta: "Sai come funziona, dapprima non c'è nessun dolore, poi una volta che la parte si raffredda... e comunque ci sono diversi soldi di risarcimento..". Gli risposi arrabbiato che ero sicuro, più che sicuro, che la ragazza della Peugeot non avrebbe mai dichiarato il falso. Non lei. Poco importava se era solo un personaggio di una sceneggiatura truffaldina, io l'amavo e anche lei mi amava.
Dopo quasi un mese ho ripreso la macchina, sembra nuova. Il problema è che, ogni volta che mi metto alla guida di notte, l'incidente mi torna alla mente e vengo preso dal terrore. Ogni volta che piove vedo ruote troppo lisce per far attrito con l'asfalto, auto che ruotano come i dervisci di Battiato e lamiere che si accartocciano su se stesse. Sono rimasto traumatizzato da un incidente che non ho mai fatto, alla faccia del metodo Stanislavskij.
(penna nera)
Erano ormai mesi che quel muratore doveva venire per dei lavori al solaio e ormai avevo perso la speranza. Lo sappiam tutti come sono i muratori, stai ad attenderli per giorni e non vedi l'ora che arrivino e poi, una volta arrivati, non vedi l'ora che se ne vadano via di nuovo.
Insomma, la cariola stava accanto alla parete in fondo al garage, con i manici rivolti verso di me, ignari che a breve avrebbero scoperto com'è fatto l'interno del motore di una Ford Fiesta.
Fumo per la stanza e liquidi colorati sul pavimento.
Il danno era ingente ma lo scaltro meccanico mi combinò un finto incidente infilandomi con carte false in un tamponamento realmente avvenuto qualche giorno prima. A me non sarebbe rimasto che pagare l'aumento per il passaggio di classe e, facendo una rapida analisi mentale costi-benefici, la cosa sembrava essere piuttosto vantaggiosa.
Tutto questo però aveva un costo extra, ovvero portare il c.i.d. (constatazione amichevole d'incidente N.d.a.) all'assicuratore e naturalmente raccontargli la dinamica dell'incidente.
Inventare una cazzata ad un assicuratore, persona notoriamente sospettosa, mi aveva creato una certa ansia, credo simile a quella che assale un attore a pochi giorni dalla prima. Decisi così che avrei imparato alla perfezione la parte con l'ausilio dell'abusato metodo Stanislavskij.
Tutto ciò che non è rivissuto resta inerte, meccanico ed inespressivo.
"Pontedera, zona cimitero. Dopo il tramonto. Nuova viabilità e nuovo centro commerciale sono sinonimi di traffico e rallentamenti. Piove fortissimo. Si sente il giornale radio di popolare network che parla di allarme maltempo per tutto il centro-nord. L'auto davanti alla mia frena improvvisamente e si vede la mia faccia illuminata dal rosso degli stop. Inquadratura del piede che schiaccia il pedale del freno. Telecamera di nuovo su di me, occhi chiusi, luce bianca sparata in faccia e rumore di frenata. Quando entra il rumore dell'urto l'immagine sullo schermo è già tutta nera. Poi solo nero e rumore di pioggia.
In pochi secondi mi accorgo che non mi sono fatto niente ed esco dall'auto. La macchina da presa effettua un campo lungo con tutte e tre le vetture coinvolte nel sinistro. Anche lo sportello della Peugeot che ho tamponato si sta aprendo ed esce, pallida in volto per lo spavento, una ragazza bellissima con i capelli neri. Ci guardiamo per lunghi secondi senza dire niente per dar tempo alla pioggia di bagnarci in ogni parte. Le auto che ci passano accanto e illuminano ad intermittenza i volti sembrano silenziose tanto è forte il rumore della pioggia. "Sicura che non ti sei fatta niente?", "Si...si, sicura... anzi scusami..", "Scusami tu, sarei dovuto stare più distante...", "..è che anche la macchina davanti alla mia ha frenato e...", "ma stai tremando, dai entriamo in macchina..".
La nostra constatazione amorosa d'incidente viene interrotta da una voce fuori campo poco lontana. Campo lungo. Silhouette di un uomo con l'ombrello che si avvicina verso di noi. E' appena sceso dal Mercedes bianco, la terza macchina coinvolta nell'incidente. I fari delle auto di passaggio mostrano un signore distinto e ben vestito, con un portamento quasi ottocentesco. Dice: "Fortuna che stiamo tutti bene, forza, andiamo in un posto riparato e guardiamo come stanno messe le nostre auto... e lasciamo perdere i pubblici uffuciali che fanno solo perdere un sacco di tempo".
Io in primissimo piano che incrocio gli occhi della ragazza. Lei mi sorride. Ancora non avevamo guardato i danni alle autovetture e qui una musica fa capire allo spettatore che tra noi è nata un'intesa che non finirà con quell'acquazzone.
Parcheggio coperto del centro commerciale, telecamera sul suolo, le tre auto che arrivano tutte in fila. L'altoparlante annuncia le offerte speciali della settimana mentre noi tre ci scambiamo dati e documenti, uniche persone ferme tra tutte le comparse indaffarate con i carrelli e le buste. Inquadratura dall'alto, il modulo c.i.d. appoggiato sul cofano della Peugeot, ben visibile allo spettatore il mio pennarellino Staedtler punta finissima che scorre sembra pagato."
Un momento, questa cosa non è plausibile. Il c.i.d sul cofano non va bene. Il cofano dovrebbe essere bagnato per la pioggia... vabbè, lo avevo assciugato con la pelle che tengo sempre in macchina...
"Iniziamo a riempire il modulo e le nostre descrizioni dei danni subiti fanno da didascalia alla carrellata di immagini sui vari paraurti divelti, fanali rotti ecc... Soggettiva della ragazza su di me che dico, sotto una luce al neon che mi rende davvero interessante: "Secondo l'assurda regola del tamponamento a catena la colpa del sinistro ricadrà tutta su di me". Inquadratura della mano che firma il modulo. Il signore della Mercedes, dopo aver apposto anche la sua firma, fatto i complimenti per la scorrevolezza dello Staedtler e aver detto che io e la ragazza mora formiamo proprio una bella coppia, ci propone un invito a cena nella sua casa immersa nella campagna pisana. Noi arrossiamo solo un poco e accettiamo l'invito. Un po' per cortesia, un po' per rivederci nuovamente. Ma forse l'uomo aveva già intuito...".
Fine.
La sceneggiatura era pronta, non restava che imparare la parte alla perfezione e affrontare l'assicuratore. Passai giorni a ripetere il tutto e ad aggiungere sempre più dettagli per far sembrare il racconto il più reale possibile.
Uscii dall'ufficio dell'assicuratore deluso, non si era tanto dilungato in domande particolareggiate e a me era rimasta una gran voglia di dimostrare le mie capacità attoriali. Unico momento rilevante della conversazione fu quando l'assicuratore mi chiese se fossi sicuro che la ragazza non avesse intenzione di denunciare un colpo di frusta: "Sai come funziona, dapprima non c'è nessun dolore, poi una volta che la parte si raffredda... e comunque ci sono diversi soldi di risarcimento..". Gli risposi arrabbiato che ero sicuro, più che sicuro, che la ragazza della Peugeot non avrebbe mai dichiarato il falso. Non lei. Poco importava se era solo un personaggio di una sceneggiatura truffaldina, io l'amavo e anche lei mi amava.
Dopo quasi un mese ho ripreso la macchina, sembra nuova. Il problema è che, ogni volta che mi metto alla guida di notte, l'incidente mi torna alla mente e vengo preso dal terrore. Ogni volta che piove vedo ruote troppo lisce per far attrito con l'asfalto, auto che ruotano come i dervisci di Battiato e lamiere che si accartocciano su se stesse. Sono rimasto traumatizzato da un incidente che non ho mai fatto, alla faccia del metodo Stanislavskij.
(penna nera)
sabato 25 febbraio 2012
giovedì 23 febbraio 2012
Le Mie Converse Blu
Oltre alla manualità diamo spazio anche alla piedualità (o podolità?)
(acrilico e carta di giornale su faesite, 40x50)
giovedì 9 febbraio 2012
Previsioni Meteo
Sono paurosamente attratto da tutti quei fenomeni catastrofici tipo fiumi in piena fino all'orlo che trascinano con se di tutto, fortunali improvvisi che sradicano gli alberi, fulmini, tifoni, mari imberviti, vortici, fiumi e fossi ghiacciati e naturalmente le nevicate abbondanti che paralizzano tutto, stroncano i pini e, allo stesso tempo però, stendono un velo pietoso sulle tante brutture dell'uomo resettando il paesaggio.
E allora domani uscirò con il mio cappotto imbottito elegante preso agli sconti del 70% per vedere il mio paese vestito da sposa, zittito dalla neve. E camminerò dove voglio perchè marciapiedi e carreggiata saranno una sola cosa. Leccherò un pò di neve dalle piante e, con gli stivaletti Decatlon via alla ricerca di spazi da sverginare con i piedi. Prenderò anche la macchina per provare la paura di restare bloccato e dirò a tutti quanto sono contento certo di farli incazzare. Poi magari cascherò anche in un fosso e batterò la bazza ma non sentirò nessun dolore perchè la neve mi piace davvero.
Ho dei bei ricordi magici legati alla neve come quando da bimbetto ci infilai il braccio e lo estrassi senza più il mio Pop Swatch. Lo cercai per un pò, come gli spiccioli nella sabbia, ma niente. Aspettai il disgelo ma del Pop Swatch nessuna traccia, era sparito. E' magica la neve...
E' tutto qui. La neve è una gomma che cancella tutto e tutto, per un po', è un foglio bianco da ridisegnare e colorare.
Purtroppo mister seccamerde ci riporterà alla realtà già da domenica e purtroppo banche, borse, petrolio, governi tecnici non sono il mio Pop Swatch 1985.
A michele
Il disefgno lo metterò più avanti, son di fretta...
E allora domani uscirò con il mio cappotto imbottito elegante preso agli sconti del 70% per vedere il mio paese vestito da sposa, zittito dalla neve. E camminerò dove voglio perchè marciapiedi e carreggiata saranno una sola cosa. Leccherò un pò di neve dalle piante e, con gli stivaletti Decatlon via alla ricerca di spazi da sverginare con i piedi. Prenderò anche la macchina per provare la paura di restare bloccato e dirò a tutti quanto sono contento certo di farli incazzare. Poi magari cascherò anche in un fosso e batterò la bazza ma non sentirò nessun dolore perchè la neve mi piace davvero.
Ho dei bei ricordi magici legati alla neve come quando da bimbetto ci infilai il braccio e lo estrassi senza più il mio Pop Swatch. Lo cercai per un pò, come gli spiccioli nella sabbia, ma niente. Aspettai il disgelo ma del Pop Swatch nessuna traccia, era sparito. E' magica la neve...
E' tutto qui. La neve è una gomma che cancella tutto e tutto, per un po', è un foglio bianco da ridisegnare e colorare.
Purtroppo mister seccamerde ci riporterà alla realtà già da domenica e purtroppo banche, borse, petrolio, governi tecnici non sono il mio Pop Swatch 1985.
A michele
Il disefgno lo metterò più avanti, son di fretta...
sabato 28 gennaio 2012
lunedì 23 gennaio 2012
giovedì 19 gennaio 2012
martedì 17 gennaio 2012
lunedì 16 gennaio 2012
venerdì 13 gennaio 2012
mercoledì 11 gennaio 2012
martedì 10 gennaio 2012
lunedì 2 gennaio 2012
Il Pupazzetto Che Vive Nella Libreria
Legge un pò di tutto, ma per riposare preferisce mimetizzarsi tra le biografie dei pittori. Si sente più al sicuro...
sabato 24 dicembre 2011
Frengo.
Una volta mi sono trovato davanti quest'Uomo... e non ho saputo cosa dire. Anche lui però, evidentemente, non aveva poi grandi cose da dirmi. Se la vita ci porterà ad incontrarci ancora, caro Frengo, sappi che non hai nessun motivo per sentirti a disagio. Son tranquillo io, anche se a volte, le insidie di energie lunari, specialmente al buio, mi fanno vivere nell'apparente inutilità.
Nella totale confusione.
(acquerello grigio di payne)
martedì 20 dicembre 2011
lunedì 5 dicembre 2011
Ho inventato Facebook
Quella mattina fui svegliato dal silenzio, e questo non è normale a casa mia.
Solo la neve era riuscita a creare un silenzio simile a quello e, dato che quando ero andato a dormire il termometro segnava più o meno venti gradi nonostante dicembre, l'opzione della nevicata venne cestinata subito dopo averla formulata. Niente neve quindi: questa consapevolezza aveva fatto assumere al silenzio una ovvia connotazione negativa.
Ma prima di azzardare altre ipotesi, che fossero più plausibili dell'esplosione atomica o dell'estinzione dell'essere umano escluso il presente causa meteorite, occorreva svegliarsi come si deve e come solo una bella rinfrescata al viso sa fare. Fredda ma non troppo.
Dal rubinetto solo un gorgoglìo e niente altro. "Merda, non c'è l'acqua!" esclamai a bassa voce visualizzando il fungo atomico all'orizzonte.
"Non c'è acqua, prendi la bottiglia in cucina per favore..."
Un momento. Forse sto ancora dormendo, io non ho detto niente stavolta. Quella voce non era la mia. E' ovvio che non sono ancora del tutto sveglio o forse ho pensato più forte del dovuto.
"vuoi che la scaldi un po'?"
"Va bene grazie mille!".
Forse non era la risposta giusta, non mi ricordo cosa mi aveva detto il dottore riguardo alle voci, assecondarle o ignorarle? Non mi ricordo più. Il dottore mi aveva avvisato, sindrome generale di adattamento, una bella vacanza, lasciare tutto e tutti per un po' ma io niente, ho preferito restarmene qui. E con le vacanze di Natale in arrivo, ovvio che adesso sento le voci.
E' stato difficile muovere i primi passi verso la finestra, le gambe erano come pietrificate e i piedi incollati alle piastrelle del pavimento.
Giù nella strada neanche una macchina, solo una grande buca al centro. Intorno uomini vestiti come l'Eternauta di Oesterheld e Solano Lopez.
"Dopo i dinosauri è toccato a noi, maledetti asteroidi!"
Non ci misi molto a capire che quelle persone con le tute anti radiazioni erano in realtà operai del comune intenti a riparare una perdita alla rete idrica del paese.
"Non ci sarà acqua per un bel po'"
Grazie dell'informazione ma dovete andar via dannate voci, forse la risposta giusta era ignorarle? Cosa mi aveva detto il dottore? Non ricordo, una bella vacanza mi aveva detto, stress mi aveva detto. Ignorarle o assecondarle?
"Io ho già dato tanto, adesso gli uomini non mi fregano più!"
Cosa? Cosa c'entra questo ora? Gli uomini? Una bella vacanza al più presto, altro che uomini.
"Non dire così! Lasciati andare... dal calcolo e dal compromesso nascono solo amori pesanti.."
Oddio no! Adesso si rispondono pure da sole.. Ignorarle si, ma come si fa?
Dal rubinetto un altro rigurgito. Meglio chiuderlo, dovesse tornare l'acqua mentre sono fuori qui si allaga tutto e oggi ci manca solo questo.
Il giro del rubinetto spense la voce come il tasto off del telecomando.
Aprii di nuovo.
"credo che se non si fa un po' di pulizia interiore non.."
Chiuso.
"..........."
Aperto.
"..te lo dice una che è stata capace di..."
Chiuso
".........."
L'acqua tornò alle quattro del pomeriggio. Quel giorno imparai molte cose dalle voci che arrivavano dai tubi vuoti. Girando il rubinetto potevo pure cambiare stazione come alla radio.
Il piccolo Antonio riceverà un trattore da babbo natale, il matrimonio di Renzo e Anna è ormai agli sgoccioli, la famiglia orsini ha problemi con i creditori e i Simoncelli si trasferiranno in Emilia, Inde scopa con l'arabo del piano di sotto, Barbara è delusa dagli uomini e pensa di chiudere...
Fu così che inventai facebook.
(china nera e pennarellino)
venerdì 2 dicembre 2011
sabato 22 ottobre 2011
Cistite (figura allegorica)
Decorazione murale dal gusto molto antico eseguita qualche giorno fa. La committenza ha detto, esagerando, che le mancava solo la parola e allora non lasciamo l'opera incompiuta: "ohioi, mi brucia la passera!"...
(idropittura lavabile su parete)
(idropittura lavabile su parete)
martedì 13 settembre 2011
Pesca Grossa
Certo che è difficile dare una dimensione o un'unità di misura all'amore, più semplice invece per quanto riguarda i pesci: etti, chilogrammi, braccia, piedi, guadini ("un bestione che non entrava nel guadino")...
Non si capisce perché i pescatori ricorrano sempre ad improbabili iperbole per descrivere le loro prede, come se, insieme alla licenza di pesca, venisse rilasciata pure quella poetica.
I centimetri diventano sempre di più, come nelle gare a chi ce l'ha più lungo che si fanno da adolescenti; gli etti raddoppiano come nelle mani di abili spacciatori di fumo... proprio non capisco da dove venga fuori tutto questo, ma forse sono solo un dilettante. Un giorno capirò.
Per adesso voglio rimanere un onesto pescatore e allora niente racconti ma fotografie. Solo la fotografia rende giustizia alla realtà oggettiva delle cose.
(lapis e sarago su carta)
martedì 30 agosto 2011
In Abruzzo.. (safari)
Lo facevamo anche qui nel pisano il safari, ma con risultati notevolmente inferiori. Girare di notte nel parco nazionale della Majella, con i fari alti e l'attenzione accesi, ti toglie grandi soddisfazioni.. Otto (8) volpi e tre (3) cinghialoni* in quanto.. un'ora di safari?
(pennarello nero)
* Cinghialoni scampati alla sagra del cinghiale che si protrae per tutto il mese.
venerdì 26 agosto 2011
mercoledì 10 agosto 2011
Chiedi alla Polvere.
Carnet de voyage realizzato con l'indice sul lunotto posteriore polveroso... ecco svelato perché non lavassi la macchina da un pò di tempo.
Ed ecco la scusa per non lavarla in futuro: mica posso cancellare questo scorcio del lungarno pisano, eheh.. son furbo.
giovedì 4 agosto 2011
La Stagione Delle More
La stagione delle more
viene e va
All'improvviso senza accorgerti
la vivrai
ti sorprenderà...
Non starò a scrivere un'altra ricetta riguardante la marmellata di more, il web ne è pieno e tutte differiscono di pochi particolari. E poi pure io l'ho scopiazzata lì.
Durante la prima bollitura, prima di aggiungere lo zucchero, si forma un succo viola molto intenso che, dopo averlo assaggiato, non ho resistito alla tentazione di spalmarlo sulla carta per acquerelli. All'inizio, prima dell'asciugatura, il colore rende benissimo, tutto bello brillante e profumato che vien la voglia di leccare il foglio. Poi però, dopo l'assorbimento, si opacizza e tende sempre più ad assomigliare ad una macchia di sporco diventando scura e perdendo la trasparenza. (anche il disegno fa la sua parte e in quanto a bruttezza e banalità non scherza). La marmellata vera e propria invece, effettuando una stima a vista, sembra buona (in questo momento è ancora sul fornello), speriamo di non scazzare niente.
Per la prossima stagione delle more spero intanto di essere riuscito a togliere i semini che mi sono rimasti incastrati tra denti.
.....L'ho assaggiata! Ha un retrogusto come di affummicato, tipo salmone, ma è mangiabile giù!... forse dovevo spegnerla prima..
Ne abbiamo avute di occasion i
perdendole
non rimpiangerle
non rimpiangerle mai!
(succo di mora su carta per acquerelli)
viene e va
All'improvviso senza accorgerti
la vivrai
ti sorprenderà...
Non starò a scrivere un'altra ricetta riguardante la marmellata di more, il web ne è pieno e tutte differiscono di pochi particolari. E poi pure io l'ho scopiazzata lì.
Durante la prima bollitura, prima di aggiungere lo zucchero, si forma un succo viola molto intenso che, dopo averlo assaggiato, non ho resistito alla tentazione di spalmarlo sulla carta per acquerelli. All'inizio, prima dell'asciugatura, il colore rende benissimo, tutto bello brillante e profumato che vien la voglia di leccare il foglio. Poi però, dopo l'assorbimento, si opacizza e tende sempre più ad assomigliare ad una macchia di sporco diventando scura e perdendo la trasparenza. (anche il disegno fa la sua parte e in quanto a bruttezza e banalità non scherza). La marmellata vera e propria invece, effettuando una stima a vista, sembra buona (in questo momento è ancora sul fornello), speriamo di non scazzare niente.
Per la prossima stagione delle more spero intanto di essere riuscito a togliere i semini che mi sono rimasti incastrati tra denti.
.....L'ho assaggiata! Ha un retrogusto come di affummicato, tipo salmone, ma è mangiabile giù!... forse dovevo spegnerla prima..
Ne abbiamo avute di occasion i
perdendole
non rimpiangerle
non rimpiangerle mai!
(succo di mora su carta per acquerelli)
giovedì 21 luglio 2011
L'Ombrellone Del Viandante
A Marina di Pisa trenta minuti d'ombra gratis per venditori ambulanti e anziani
Era impensabile che il bel gesto del titolare del bagno Vittoria di Marina di Pisa, il quale ha messo a disposizione un ombrellone per i viandanti che transitano davanti al suo stabilimento, potesse suscitare un tale battibecco da occupare le pagine dei giornali locali per due giorni... (continua qui)
(acquerello e pennarellino nero)
giovedì 14 luglio 2011
Muto Come Un Pesce 2
(Acquerello)
So che ci sei, ti ho vista! Ero quello con la maschera che ti seguiva insieme alla ragazza mora. Ti guardavamo mentre, con le tue amiche orate, cercavi qualcosa da mettere sotto i denti perlustrando il fondale e gli scogli. E' lì che è nata l'idea che il cibo potevamo dartelo noi, gratis e senza fatica. Non ti dico niente. Se ti sei accorta che all'interno del bigattino c'era un amo del dodici non posso dirti che brava, sei più furba di me. Inutile stare a farti domande, il muggine ha già non risposto anche per te.
La ragazza mora ha una sua versione di quello che accade là sotto mentre noi stiamo sugli scogli a fissare il sugherino, eccola:
(Pennarello nero)
So che ci sei, ti ho vista! Ero quello con la maschera che ti seguiva insieme alla ragazza mora. Ti guardavamo mentre, con le tue amiche orate, cercavi qualcosa da mettere sotto i denti perlustrando il fondale e gli scogli. E' lì che è nata l'idea che il cibo potevamo dartelo noi, gratis e senza fatica. Non ti dico niente. Se ti sei accorta che all'interno del bigattino c'era un amo del dodici non posso dirti che brava, sei più furba di me. Inutile stare a farti domande, il muggine ha già non risposto anche per te.
La ragazza mora ha una sua versione di quello che accade là sotto mentre noi stiamo sugli scogli a fissare il sugherino, eccola:
(Pennarello nero)
mercoledì 13 luglio 2011
Muto Come Un Pesce
Cos'è che non ti piace di quello che ti do? Perchè non rispondi? I bachini non sono abbastanza svegli? L'ultima volta in effetti hanno preso un colpo di calore in macchina e non si muovevano più di tanto.. Oppure stando nel frigo hanno preso il sapore degli zucchini o della cipolla? Io gli zucchini che sanno di bigattini li mangio lo stesso, perchè te no? Come sei stucco muggine. Scommetto che anche la pastura già pronta non è di tuo gradimento. Lo dico perchè non l'hai mai guardata, mai presa in considerazione. Quando la impasto con l'acqua invece, a me aumenta la salivazione e la metterei nel forno per la cena. Ma te sei sofisticato, la roba industriale ti disgusta. Preferisci che la prepari io con il pane francese e la pasta d'acciughe eh? Dimmelo ti prego, io devo capire, non restare muto, io devo sapere.
Va bene, chi tace acconsente, vada per pane e pasta d'acciughe!
Acquerello
martedì 5 luglio 2011
Prima di Svegliarsi
La soluzione a tutto, la soluzione suprema, intuita un attimo prima di svegliarsi...
..è andata perduta per sempre.
(per approfondire il tema "epifanie" si veda qui)
acquerello e pennarellino nero
giovedì 16 giugno 2011
Aspettando l'estate
Aspettando l'estate all'ombra dell'ultimo sole
sospeso tra due alberi a immaginare
l'estasi dei momenti d'ozio
voglio riscoprire aspettando l'estate (Battiato)
sospeso tra due alberi a immaginare
l'estasi dei momenti d'ozio
voglio riscoprire aspettando l'estate (Battiato)
(acquerello, pennarellino nero troppo grande ma quello ci avevo, un pò di acrilico per la pioggia, un pò di morale basso stile febbraio, una foto senza flash al posto dello scanner)
mercoledì 15 giugno 2011
En Plein Air
Uscire per andare a dipingere en plein air e copiare dalla realtà per poi trovarsi a dipingere chez moi per copiare dai ricordi della giornata.
(acquerello bagnato, acquerello sfortunato)
Soddisfazioni!
Questa riproduzione di un dipinto del 700, eseguita con acrilici su tavola e finita con vernice Damar per dargli una parvensa di dipinto ad olio, è diventata lo sportello di un contatore della luce. E per adattarlo è stata pure segata la parte in basso dove scorre.. dove scorreva il fiume sotterraneo. Grandi soddisfazioni! Soddisfazioni anche per questa bellissima foto senza riflessi...
(acrilico su tavola)
sabato 11 giugno 2011
VOTA SI
Io ci provo, ma se qualcuno sa farla davvero inizi con la danza della pioggia!!
VOTA SI VOTA SI VOTA SI VOTA SI
VOTA SI VOTA SI VOTA SI VOTA SI
Il Passo e la Gamba (moleskine 3)
(acquerello su carta per niente idonea)
martedì 7 giugno 2011
Addominali Disegnati
Mi dispiace deludere ancora i visitatori occasionali con un titolo ingannevole. Lo so, è giugno, l'estate è iniziata e la prova costume non vi fa dormire tranquilli. Ma questo non è il sito di Gioia e tantomeno un blog dove si danno ricette miracolose per perdere peso e scolpire il proprio fisico in poche mosse e magari senza fatica.
Questo è il blog di Ma che mangia parmigiano e succo di frutta alla pera prima di andare a letto e fa colazione con i Girasoli alla crema del mulino bianco.
Il segreto del mio fisico scolpito non sta in faticosi esercizi o in privazioni alimentari. No, il mio segreto è un trompe l'oeil, un inganno visivo. Come ci sono i falsi magri, io sono un falso muscoloso da spiaggia.
I miei addominali e i miei pettorali sono, in realtà, disegnati davvero. I peli che mi nascono sul petto e sulla pancia si concentrano e sviluppano su linee ben precise che vanno a creare, come fossero segni lasciati da un pennino di un disegnatore di fumetti, tutta la (finta) fascia addominale e i pettorali. Forse i due disegni qua sotto possono aiutare a far capire l'illusione del mio fisico.
Nell'immagine azzurra è raffigurato il mio ipotetico corpo glabro, in quella arancio come i peli vanno a disegnare un fisico scolpito con tanto di chiaroscuri in un libero tratteggio naturale.
(pennarellino nero e pennarelli su carta comune da stampante)
Questo è il blog di Ma che mangia parmigiano e succo di frutta alla pera prima di andare a letto e fa colazione con i Girasoli alla crema del mulino bianco.
Il segreto del mio fisico scolpito non sta in faticosi esercizi o in privazioni alimentari. No, il mio segreto è un trompe l'oeil, un inganno visivo. Come ci sono i falsi magri, io sono un falso muscoloso da spiaggia.
I miei addominali e i miei pettorali sono, in realtà, disegnati davvero. I peli che mi nascono sul petto e sulla pancia si concentrano e sviluppano su linee ben precise che vanno a creare, come fossero segni lasciati da un pennino di un disegnatore di fumetti, tutta la (finta) fascia addominale e i pettorali. Forse i due disegni qua sotto possono aiutare a far capire l'illusione del mio fisico.
Nell'immagine azzurra è raffigurato il mio ipotetico corpo glabro, in quella arancio come i peli vanno a disegnare un fisico scolpito con tanto di chiaroscuri in un libero tratteggio naturale.
(pennarellino nero e pennarelli su carta comune da stampante)
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